mercoledì 8 gennaio 2014

Incanto nel Paese che Muore...



Civita di Bagnoregio è un piccolo paesino situato nell’entroterra Laziale in provincia di Viterbo. Questo meraviglioso borgo è anche noto come la cosiddetta “Città che Muore”, in quanto sorge sulla cima di un colle tra le vallate formate dai torrenti Chiari e Torbido, apparendo arroccata su uno sperone di roccia sovrastando un’ampia conca, caratterizzato da un terreno molto precario che difatti rischia il crollo perché i vasti banchi d’argilla che la sorreggono sono soggetti a continua erosione.
Il suggestivo borgo medievale ha quindi subito l’abbandono da parte della popolazione nel corso degli ultimi secoli e proprio per questo regala un'atmosfera veramente surreale ed indimenticabile.
In questo piccolissimo borgo nel quale il tempo sembra non trascorrere mai l’accesso è possibile  solo percorrendo a piedi un lungo ponte in cemento armato; consiglio di munirsi di buona volontà e di salire lentamente gustandosi il panorama mozzafiato.  
E' questa l'ultima soluzione adottata per accedere al caratteristico paese in quanto, data l’instabilità del terreno non esistono più strade che lo raggiungono; per rendersi conto di quanto il fenomeno erosivo sia vasto, basta pensare che dal 1854 ad oggi il punto in cui  passa il ponte si è progressivamente abbassato di circa 25 metri.
Dalla Rupe orientale di Civita di Bagnoregio si può ammirare lo stupendo spettacolo dei "Ponticelli", enormi muraglioni naturali in argilla, ultima traccia di un processo erosivo iniziato migliaia di anni fa e non ancora cessato; uno studio condotto sulla velocità di arretramento dei bordi dei calanchi ha rilevato un'erosione media di circa 7 centimetri/anno.
Durante le festività natalizie, il paese crea lo scenario perfetto per il presepe vivente che si svolge al suo interno dal giorno di Santo Stefano sino all’Epifania; le strade si rianimano grazie ai figuranti in costume e agli animali e mentre il cielo si infiamma dei colori del tramonto e le torce illuminano le antiche vie di Bagnoregio, si rivive in pieno lo spirito natalizio.

In ultimo vi rendo noto che all’interno del borgo è possibile rifocillarsi in carinissime osterie tipiche.
                                                                                       
                                                                                                                                   Mariarita

Un ringraziamento particolare a Filippo (Def) per le foto.                                                 

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